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A FORMA DI FULMINE

Ecco il video di A forma di fulmine, con Daphne Scoccia e diretto da Francesco Cabras. buona visione!
v.

=> qui lo speciale de La Repubblica dedicato il video e firmato da Marco Lodoli

QUI

Questa è QUI, un’altra canzone da TERRA. Dice tante cose ma riassumendo dice che siamo nel mondo qui e adesso per rivelarci e non per nasconderci.
Al di là della paura, in quella prateria infinita piena di pericoli e strapiena di vita.

Il disco lo trovate qui https://lnk.to/LLDCE-Terra.
A prestissimo!
V.

OGGI ESCE “TERRA”

Oggi esce TERRA. Questa è la canzone che apre il disco, parla degli esseri umani che hanno questa strana capacità di riuscire a risorgere se ci si mettono d’impegno. È una specie di rito liberatorio. Si chiama “A forma di fulmine”.
Il disco lo trovate qui https://lnk.to/LLDCE-Terra.
A prestissimo!
V.

 

Presentazioni:
03/03 – MILANO (Feltrinelli Piazza Piemonte, ore 18.30)
04/03 – ROMA (Feltrinelli Via Appia Nuova, ore 17.00)
05/03 – NAPOLI (Feltrinelli Piazza dei Martiri, ore 17.00)
06/03 – VERONA (Feltrinelli Via IV Spade, ore 18.30)
07/03 – FIRENZE (Feltrinelli RED, ore 18.30)
08/03 – BOLOGNA (Feltrinelli Piazza Ravegnana, ore 18.00)
09/03 – TORINO (Feltrinelli Porta Nuova, ore 18.30)

COPRIFUOCO, la seconda canzone che viene da Terra, da oggi la trovate su Spotify (al link https://goo.gl/BkWqbm), su iTunes (al link https://goo.gl/BTcQcE) e anche qui sotto.

E’ una canzone in cui si confondono eventi epocali e fatti personali. In sottofondo c’è questa tabla elettronica, una specie di drum machine che viene dall’India che finalmente siamo riusciti a mettere in una canzone. C’è l’eco di un viaggio in Bosnia che avevo fatto con un amico una decina di anni fa: a Mostar abbiamo scoperto che campanili e minareti ormai crollati si assomigliavano tutti, dalle macerie non riuscivi a distinguere l’uno dall’altro. Al loro interno erano già cresciuti gli alberi, il tempo passato dalla fine della guerra si misurava con la loro altezza. In questa canzone c’è una ragazza che si trasferisce a Toronto per poi accorgersi che è una Varese più grande e c’è anche un uragano in arrivo a cui gli esperti hanno dato il suo stesso nome.
La settimana prossima arriva un’altra canzone e tutto il resto del disco!

A presto,
V. 

STELLE MARINE. LA PRIMA CANZONE CHE ESCE DA TERRA

Stelle marine. La prima canzone che esce da Terra, da oggi si può trovare su Spotify (al link https://goo.gl/tGSRJm), su iTunes (al link https://goo.gl/BTcQcE) e anche qui sotto direttamente su YouTube.

E’ una città vista dall’alto, una città moderna che prima o poi sarà una città antichissima. Dentro ci sono gli insulti e le preghiere, dei canti allegri e struggenti, gli interessi dell’Eni, il cielo dipinto di blu metallizzato, chi si salva camminando sulle acque del Mediterraneo, la sabbia del Sahara che a volte ritroviamo sul parabrezza della macchina dopo che ha piovuto. La 90 che è la circolare esterna, l’autobus che prendevo appena arrivato a Milano sette otto anni fa sentendomi molto solo e molto contento di essere lì. Più che un singolo un’apripista, la settimana prossima uscirà un’altra canzone e quella dopo un’altra ancora.

A presto!

V. 

copertinaTERRA

TERRA, IL NUOVO DISCO, ESCE IL 3 MARZO E QUESTA È LA COPERTINA! LO TROVATE IN PREORDER SU AMAZON AL LINK https://goo.gl/MMFaih

Buongiorno a tutti! Qui c’è la copertina di Terra. Dalla prima volta che ho visto quest’opera su internet, qualche mese fa, ho capito che aveva a che fare con quello che stavo scrivendo. Si chiamano Seven Magic Mountains, sorgono nel deserto del Nevada, sono enormi e fosforescenti ma sono solo pietre accatastate l’una sull’altra. Fanno capire come gli esseri umani riescono a rendere spettacolare anche un deserto, oppure sono una metafora di Las Vegas, a mezz’ora di distanza, del niente luccicante. O della nostra terra, lo splendido deserto italiano visto con gli occhi di chi cerca di sbarcarci. È un’opera di Ugo Rondinone, un artista svizzero che vive a New York. La fotografia è di Gianfranco Gorgoni, originario di un paese che si chiama Bomba in Abruzzo si è trasferito a New York negli anni Sessanta ed è diventato uno tra le altre cose un’importante fotografo di Land Art, quando questa forma d’arte non aveva ancora un nome. Ho scoperto anche che era sul palco a Woodstock e sono sue le foto di Jimi Hendrix durante quel concerto e anche molti dei ritratti leggendari di Basquiat o di Keith Haring. Io avevo in casa una sua foto in cui c’erano uno accanto all’altro De Chirico ed Andy Wharol, due mondi distanti vicinissimi.

Sono contento anche di dirvi che Terra uscirà a forma di libro. Dentro oltre al disco c’è il suo diario di lavorazione, si chiama La grandiosa autostrada dei ripensamenti, è un diario di viaggio e di divagazioni dell’anno e mezzo di scrittura e degli ultimi tre mesi di registrazioni in studio. È ambientato tra l’Adriatica e un’isola vulcanica, tra studi di registrazione seminterrati e paesi disabitati in alta montagna, tra la Pianura Padana, il Nord Africa e l’America. 

 A presto!

v.

Qui sotto trovate tutte le date del tour

CONCERTI 2017

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le luci della centrale elettrica

Le luci della centrale elettrica è il nome del progetto artistico/musicale di Vasco Brondi, nato nel 1984 e cresciuto tra Ferrara e l’Emilia. Un progetto le cui prime canzoni trovano una forma e una collocazione iniziale nell’omonimo demo autoprodotto nel 2007 distribuito dall’artista direttamente ai concerti. Si tratta di dieci canzoni, che mettono subito in luce una scrittura originale e una forza espressiva fuori dal comune, e per questo non passano inosservate.
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