LA TERRA, L’EMILIA, LA LUNA

Madonna che silenzio che c’è stasera
sotto un cielo d’argento tra la ferrovia e la nuova moschea.
Da una macchina arriva della musica elettronica del Nord Africa,
io cerco un centro di gravità almeno momentanea.
La terra, l’Emilia, la Luna
io e te in un temporale interminabile in Sudamerica.

Sono come la Germania o come la Turchia o come la Grecia,
come una notte passata in strada o passata in webcam.
Sono un insieme di violenze e di speranze,
sono un rumore di scontri e di feste, di scontri e di feste.

Madonna che silenzio tra la luna e il nord Italia
tra una chiesa, un castello e una strada sterrata.
Da una finestra arriva della musica elettronica dell’Est Europa,
io cerco un centro di gravità almeno momentanea.
La Terra, l’Emilia, la Luna
io e te davanti al monumento dei cuori strappati appena fuori Cracovia.

Dammi solo quello che mi disorienta
una cantilena per quelli che dormono in macchina
e ci sia acqua per tutti quelli che come te vanno per deserti
per tutti quelli che sono morti come sono vissuti
felicemente felicemente felicemente e al di sopra dei loro mezzi
felicemente felicemente felicemente e al di sopra dei loro mezzi.


MACBETH NELLA NEBBIA

Fino a trent’anni avevi gli occhi verdi,delle ali trasparenti, padri e madri interiori che ti riempivano di voci.Adesso hai finito i soldi passano altri inverni invecchiano anche i musicisti anche i tempi postmoderni.Questa forse è finalmente la notte dei tempi, dei tempi dispari
o quella notte dei quattro quarti di Berlino del Bargheim.
Inutile inutile proteggersi dai venti forti, dai migliori anni.
Qui sono le undicici sono meno tre gradichiamami quando puoi.
Ma non era non era
non era per te
aspettare la notte
aspettare la notte.

Fino a trent’anni avevi gli occhi verdi,adesso sono ancora più belli.Adesso che hai conquistato l’Inghilterra e una piccola parte di te stessae niente dipende dall’allineamento dei pianetiadesso che voli nella nebbia e nell’aria sporca come Macbethe niente può salvarti e niente può raggiungerti.Negli occhi ci sono degli incendi
qualcosa è riuscito a cambiarti
adesso che voli sui ghiacciai sulle città sui deserti
ti accorgi che nel disastro il futuro era sempre lì a sorriderci
nel disastro il futuro era sempre lì a sorriderci.

Ma non era non era
non era per te
aspettare la notte
aspettare la notte.
Ma non era non era
non era per te
aspettare la notte
aspettare la notte.
Ma non era non era
non era per te
aspettare la notte
aspettare la notte.


LE RAGAZZE STANNO BENE

Mezzanotte e i passanti si tengono a distanza
Chiara aspetta con le quattro frecce
Sara che aspetta di cadere incendiando il cielo come un meteorite.
E pensa: sei più bella adesso mentre sfiorisci,
sei come i fondali oceanici che resteranno sconosciuti,
di ritorno dai tuoi viaggi di quattro anni.
Pensa: Guarda qui ci sono tutti i miei punti deboli,
guardami mi lascio dietro degli spazi bianchi.
Forse si trattava di accettare la vita come una festa,
come ha visto in certi posti dell’Africa.
Forse si tratta di affrontare quello che verrà
come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.
Nonostante il flusso costante di gente senza lavoro
di compro oro compro oro
respirando lentamente Chiara celebra la sensazione
della primavera finalmente in arrivo e del suo treno al binario uno.
E pensa: Sara sei ancora più bella la sera quando sei stanchissima,
sei ancora nella mia memoria interna,
sei l’interpretazione dei sogni che non riesco a ricordarmi.
Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà
con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa.
Ma poi Sara stava pensando ad altri volti di ragazzini morti a Caserta,
ancora all’interpretazione dei sogni, ai rumori di fondo e
alla magia che tutto sia senza senso.
E adesso dal loro osservatorio astronomico su una scala antincendio
Chiara le ha detto che è pulita che ha smesso
non c’è alternativa al futuro.
Rientrano in casa e appena dentro si sentono benissimo i rumori e le voci degli altri appartamenti ma è tutto perfetto, è tutto perfetto.
Forse si trattava di accettare la vita come una festa,
come ha visto in certi posti dell’Africa.
Forse si tratta di affrontare quello che verrà
come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.
Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà
con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa.
E padre eterno che sei così reazionario, che dal finestrino atterrando guardi Venezia dall’alto, hai visto il loro non era un amore poi tanto diverso.


I DESTINI GENERALI

Luminosa natura morta con ragazza al computer
poverissima patria
arriva arriva la deriva economica.
Luminosa natura morta con ragazza al computer
poverissima patria
arriva arriva la deriva economica.

Le stelle cadendo cercano il tuo volto
cadendo ventimila leghe sotto il mare adriatico
cadendo dopo gli ultimi anni di scioperi senza nessun risultato.
È solo un momento di crisi di passaggio che io e il mondo stiamo attraversando
È solo un momento di crisi di passaggio che io e il mondo stiamo superando

La luna sui sentieri sui destini generali
sui ragazzi che giocano a calcio nei penitenziari.
Le stelle sui viali sulle offerte speciali
sulle ragazze che cantano nella notte verso i militari.

Le parole di quel giorno mentre ti spogliavi in mezzo ai campi
saranno argomenti più memorabili dei nostri lunghi abbracci
nella calma che hanno a notte fonda i viali di Bologna

Luminosa natura morta con ragazza al computer
poverissima patria
evviva evviva la deriva economica.
Luminosa natura morta con ragazza al computer
poverissima patria
evviva evviva la deriva economica.


I SONIC YOUTH

Adesso si vedono bene i limiti di questo posto, dell’infinito
frammenti di un discorso che finisce prendendo un aereo.
C’è un deserto e accanto c’è un campo di calcio regolamentare
non c’è bisogno di stelle luminose per riconoscere il nord.
Nel deserto fiorirò e all’alba, all’alba mi alzerò, per andare al lavoro.

Possano questi pianti rompere le dighe
arriverà un ciclone forse ci lascerà stare.

Puoi rispiegarmi il perché delle maree, delle colline bucate per fare gallerie
per farmi andare via.
Via per lavorare, via per migliorare i tempi,
via ma continuare a misurare la distanza dei pianeti da te.
– Pensa ai giorni sacri che abbiamo passato assieme e a questi giorni invece davanti a te come dei rettilinei.
– Pensa a tutti i pianeti raggiungibili da qui, pensa che casino gli ultimi dieci secondi di Murray Street.

Possano questi lampi illuminare la fine
arriverà un altro ciclone forse ci lascerà stare

C’era un rumore in lontananza ma eri tu che ascoltavi i Sonic Youth
che ascoltavi i Sonic Youth.
C’era un rumore in lontananza ma eri tu che ascoltavi gli Smiths e i Sonic Youth.
C’era un rumore in lontananza solo tu ascoltavi i Sonic Youth
in quel paesino del sud.


FIRMAMENTO

Vite stravolte, braccia ancora aperte, città da lasciare, i lineamenti cambiare
camminare nell’erba alta dietro la sala prove
cose da condividere, da vivere, da perdere
invisibili agli occhi inaccessibili al cuore.

Strade aperte e strade perse
Strade perse e strade aperte
Andrea sta bene non è niente non è niente.

Quando la pioggia diventa neve e la notte diventa niente
niente di niente davanti a te vieni ma c’è la luna piena nel piazzale dietro l’hotel
niente da fotografare poco dormire molto ridere
va tutto bene ma solo se è irraggiungibile.

Strade aperte e strade perse
strade perse e strade aperte
Andrea sta bene non è niente non è niente

Adesso vorrei che la pioggia non si fermasse mai.
Adesso vorrei che la pioggia non si fermasse mai.
Adesso vorrei che la pioggia non si fermasse mai.
Adesso vorrei che la pioggia non si fermasse mai.


PUNK SENTIMENTALE

C’era pieno di gente che esaminava il cielo
avevano sogni brevi in bianco e nero.
La tua casa l’ho rivista era un lampo bianco sporco vista dal treno
le ricostruzioni storiche erano con scarpe di cemento sul fondo del Tirreno.

L’amore si muove secondo un meccanismo simile a quello del mare,
strana questa cosa che respiriamo e poi smettiamo di respirare.

Fanno la danza gli acquazzoni
attorno al dito medio della borsa di Milano.
Hanno sogni lunghissimi e a colori
cantano l’inno e jingle pubblicitari toccandosi il posto convenzionale dei cuori.

L’amore si muove secondo un meccanismo simile a quello del mare,
strana questa cosa che respiriamo e poi smettiamo di respirare.

Strana anche l’intimità nell’età della tecnica
tre generazioni impreparate alla povertà.
Strane le economie emergenti, i miei divari interni,
strani anche i bancomat sfondati e i flussi migratori infiniti.
Strani i corsi serali, il peso dei desideri e sentirsi forti nei corridoi degli ospedali.
Strano questo cielo chiaro e le gradinate dello stadio che si riempiono piano piano
Strane stragi in medioriente, riunioni di terroristi, riunioni di dirigenti,
strane discussioni politiche costanti
e il rapido declino dei calciatori e dell’occidente.
Strano esultare quando la costa scompare,
strane vite moderne con risorse limitate, voglie sconfinate, necessità infinite.
Strane ancora a casa mia le cose tue
sapessi com’è strano sentirsi innamorati a Milano 2
sapessi com’è strano sentirsi innamorati a Milano 2.


UN BAR SULLA VIA LATTEA

C’incontriamo all’incrocio della via
dove c’è la stella rossa dell’agenzia pubblicitaria
ci incrociamo ogni tanto in macchina sulla Via Lattea o era la Via Emilia
e tu dormivi per finta.
Ci incontriamo al terminal dove partono aerei per un pianeta senza acqua
e senza vita di provincia
eravamo quattro-cinque amici in un bar sulla Via Lattea o era la Via Emilia
e tu dormivi per terra.
Ci troviamo alla fine a piedi sotto il ponte di Calatrava
o dentro un’opera di architettura contemporanea
in una residenza d’artista o in una comunità di recupero
oppure in quella zona desertica della Corsica
in una notte limpida con molte più stelle di queste quattro-cinque
che dal finestrino mi seguono sempre.
in una notte limpida con molte più stelle di queste quattro-cinque
che dal finestrino mi seguono sempre.

TI VENDI BENE

I ragazzi si erano dispersi nella notte fredda,
questa volta il somigliare agli altri non la salva.
I ragazzi si erano dispersi nella notte fredda,
questa volta il somigliare agli altri non le basta.
Bandiera rossa sventolerà ma solo sulla costa del mare in tempesta,
qualcuno gridava “La luna al popolo”
poi la mattina fa il rumore di una saracinesca che si alza.
E Debussy è caduto nella Senna.

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?

È una giornata fredda e luminosa
l’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa.
È una notte buia e meravigliosa
L’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa.
Una nuova ondata di freddo è attesa
in questa strada che ha il nome di una santa
e in questo aprile che sembra novembre.
Ridono contemporaneamente in due zone diverse
piangono contemporaneamente ma in due zone diverse
e ridono contemporaneamente in due zone diverse
piangono contemporaneamente ma in due zone diverse.
Tre operai, quattro camerieri, cinque studenti, sei nullafacenti,
tra aspirazioni, delusioni e un grande amore qualsiasi.
In terra di santi, di poeti, di navigatori satellitari, di fiori solo dai fiorai.
Goodbye new economy goodbye, goodbye new economy goodbye.

Sei hai una discoteca vuota nell’anima
se senza paura cammini di notte sul ciglio di una strada
bella come una grande città quando la gente è addormentata
agitata come la bandiera scolorita di chi in qualche modo ce la farà
immenso smarrimento immensa libertà.

Bandiera rossa trionferà ma solo sulla costa del mare in tempesta.
Qualcuno gridava “La luna al popolo”
poi la sera fa il rumore di una saracinesca che si abbassa.
E Mozart è a letto con la febbre alta.

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?


UNA COSA SPIRITUALE

Mi hai confermato che a volte dormite assieme
che hai delle piccole perdite di sangue
e un braccialetto di conchiglie senza valore
per te più che altro è una cosa spirituale, è una cosa spirituale.

Com’è difficile tenersi uniti
apri la cronologia degli ultimi anni
chiama i tuoi santi specializzati in cuori in fiamme,
in macchine veloci e in post-punk inglese.

Stavi tre giorni da tua madre e tre giorni da tuo padre
e adesso che non lavori potrai dormire quanto ti pare.

Mi hai confermato che a volte dormite assieme
che dove ti sei trasferita non c’è molta gente
più che altro molti insetti con una vita inspiegabile
e se ti tagliassero a pezzetti il vento il vento li disperderebbe.

Ti ricordi quando il vento ci urlava contro
ti ricordi quando il vento ci ha tolto il respiro.

Com’è difficile tenersi uniti
sei da qualche parte ad abbracciare gli alberi
chiama i tuoi santi esperti in comunicazione, in cuori aperti,
in film di Antonioni, in macchine veloci e in post-punk inglese.

I tuoi discorsi me li lego ai polsi, me li lego ai polsi, faccio dei braccialetti.
I tuoi discorsi me li lego ai polsi, me li lego ai polsi, faccio dei braccialetti.


PADRE NOSTRO DEI SATELLITI

Ingegnere aerospaziale che sei nei cieli
dacci oggi le nostre linee internet
vite brevi e password indimenticabili.
Padre nostro dei satelliti e di tutti i dibattiti
non c’è niente che mi interessi di meno dell’opinione degli altri.
Santa Maria dei telegiornali in streaming e dei fiumi sacri di informazioni
hai visto gli infelici possono essere pericolosi.
Nostra signora dei naufragi e dei momenti irripetibili
e degli schermi accesi che colorano di azzurro gli interni degli appartamenti
sia fatta la tua volontà così in cielo come di sera nei bar del centro
prega per la fine della mia gioventù, forse resterà per l’eternità su youtube.

Dio Onnipotente dammi un lavoro qualunque
e una linea della vita bella e illeggibile.
Dio Onnipotente non mi proteggere da niente,
non mi proteggere da niente.

E sia fatta la tua volontà così in cielo come di notte nei bar centro
prega per la fine della mia gioventù forse resterà per l’eternità
in una foto digitale sfocata.
Sia fatta la tua volontà così in cielo come nelle risse nei bar centro
prega per la fine della mia gioventù forse resterà per l’eternità su youtube.


QUESTO SCONTRO TRANQUILLO

E a Milano non va, a Milano non va
sta a Piazzale Loreto.
È davvero così bello tutto questo disincanto, questo scontro tranquillo?
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.
Ma ci sarò io, arriverò, felice da fare schifo
e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti,
tutti i tuoi pianti trattenuti.
E a Roma non va, anche a Roma non va
vive vicino a Ostiense.
È davvero così bello questo ironico distacco, questo scontro tranquillo?
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.
Ma ci sarò io, arriverò, felice da fare schifo
e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti,
tutti i tuoi pianti trattenuti.
Ci sarò io, arriverò, felice da fare schifo
e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti
tutti i tuoi pianti trattenuti.
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.
Luna di Milano dimmi tu,
parlami di tutti i miei amici, dei nostri sogni assurdi che si sono avverati.
Luna di Roma dimmi tu,
parlami delle canzoni che escono dagli edifici, dei nostri sogni assurdi che si sono avverati.


BLUES DEL DELTA DEL PO

Corrono sull’argine,
a novembre aspettano l’alluvione.
Piccole case, camion in cortile,
guardando l’acqua passare
ha capito che tutto andava bene che poteva partire
ha capito che tutto andava male che poteva partire.

Il nero non è l’unico colore del cielo
dov’è più chiaro c’è un ricordo preciso.
Si tenevano stretti in macchina nel vento del disgelo
facevano l’amore all’aperto nel sole di febbraio.

Tra i primi rapporti chiusi e negli ultimi bar aperti
un walzer degli sprecati, dei videopoker e dei paesi ormai disabitati.
Sabato sera sono a ballare sul fiume sulle frequenze basse,
sui sogni a occhi semichiusi, sulla scuola lasciata da anni,
sulla macchina nuova su quelle finite nei canali da decenni.

Lunedì qualcuno porta in paese i giornali qualcuno ancora l’eroina
c’è lei che quando ha avuto una bambina era anche lei una bambina.
Vuoi mettere amarsi in apecar sotto la luna,
vuoi mettere specchiarsi in un po’ di acqua chiara lasciata dalla piena.

L’unica via del paese è lunga trecento metri e azzurra dopo la pioggia,
tutti i gatti del delta e il santo protettore lo guardano come l’acqua passare.
Ha capito che tutto andava bene che poteva partire.
Ha capito che tutto andava male che poteva partire.
Ha capito che tutto andava bene che potevo partire.
Ha capito che tutto andava male che potevo partire.


UNA GUERRA LAMPO POP

Come sempre sono tempi incerti gli uffici trasparenti dei grattacieli più alti sono vuoti ma illuminatii ragazzi trattengono i respiri e i battiti del cuore per non farsi sentirevivono in mezzo ai campi dove non possono farsi del malee lì da quelle colline guardano giù verso il paesele case le discoteche e le chiese. Dicono da qui tutto bene di quest’epoca non resteranno neanche delle belle rovine.Dicono da qui tutto bene solo il presidente si chiede chi abbia autorizzato questo temporale.

Negli ex quartieri ricchi
un cielo grigio perla splende sugli alberi disposti in file a distanze regolari
i ragazzi per terra perdono sangue d’argento
se solo la rivoluzione d’ottobre fosse stata di marzo o di aprile
quando dalle colline guardavano giù verso il paesele case le discoteche e le chiese.E dicevano da qui tutto bene di quest’epoca non resteranno neanche delle belle rovine.Dicevano da qui tutto bene solo il presidente si chiede chi abbia autorizzato questo temporale.

C’erano per terra i loro occhi bellissimi ma che funzionavano male,
c’era sempre lo stesso grande cielo in disordine indifferente sulla Capitale,
c’erano cose che si sentivano ancora in dovere di sognare
anche qui nell’impero del male minore,
c’erano le ultime farfalle bianche in formazioni compatte intorno a loro a volare,
c’era un pacifico jet in cielo verso nord e posti gratis dove lavorare,
c’erano ancora delle scritte colorate e incomprensibili sui muri
e c’era nell’aria ancora una traccia del loro amore feroce
anche se fecero un deserto e lo chiamarono pace
anche se fecero un deserto e lo chiamarono pace.


40 KM

Cammina inciampando sulle radici,
perso sotto i lampi del Messico o negli eterni ritorni a casa dei suoi.
Senza volere raccogliamo le risonanze del nostro tempo dentro di noi,
così tanti desideri e pareri. Sorridi, fermati solo quando sanguini.
Cercasi persone con esperienza lavorativa tra Ferrara e la Luna,
cercasi esperti di marketing e cerco le coordinate nel cielo per ritrovarti
appena fuori città tra papaveri a perdita d’occhio,
camion che passano, due che si baciano sulla Bocca di nascosto,
un altro che parte con dietro la chitarra e il computer.
E se ne va in una città a quaranta chilometri
e se ne va in una città a venti chilometri
e se ne va in una città a settanta chilometri
e se ne va in una città a trenta chilometri.

Ci vediamo domani. Stessa pioggia stesso mare
e i sogni dei superstiti nella notte blu e piena di zanzare.
Stessi alberi che si muovono nel vento con un rumore di pioggia,
l’altro ieri una stella è morta con un’esplosione violenta.
Dopo di lui, più nessuno a correre con le braccia ad ali di gabbiano
ti troverò prima prima che faccia chiaro.
Faremo l’amore in scena e la gente penserà sia danza contemporanea
e poi via spariremo ai quaranta all’ora.
Di notte guardavano
la pianura nel buio aspettando un segnale
dalle loro vite adulte ancora lontane.
E se ne va in una città a quaranta chilometri
e se ne va in una città a venti chilometri
e se ne va in una città a settanta chilometri
e se ne va in una città a trenta chilometri.

Brillano le insegne che hanno perso delle letterecos’è la giovinezza in fondo cosa doveva essere
oltre a questa tremenda corsa in Ciao sotto la pioggia
al vento verso casa di qualcuno.
Brillano le finestre di alberghi senza stelle che cos’è che tiene insieme il sistema solare e tutte ‘ste famiglie.Qui dove anche le rondini si fermano il meno possibile,qui dove tutto mi sembra indimenticabile.
Qui dove anche le rondini si fermano il meno possibile,
qui dove tutto mi sembra indimenticabile.